A lezione di caffè: Vito Campanelli al Gelato Museum Carpigiani

A lezione di caffè: Vito Campanelli al Gelato Museum Carpigiani

Teoria, storia e metodi di degustazione del chicco nero, quattro modi diversi per mangiare un ottimo gelato insieme ad uno squisito caffè d’autore

C’è il caffè per dare e darsi il buongiorno, quello consumato con un collega di lavoro. Il caffè a fine pasto, quello per fissare un punto nel pomeriggio, quello che accompagna incontri, storie, confessioni. Quello di chi ama sorseggiarlo dopo cena.

“Il caffè è un momento, una pausa”. Perfettamente d’accordo con Vito Campanelli, Personal Bar Trainer & Docente Essse Caffè e grande appassionato di caffè e non solo, che ha contribuito alla nascita de “La Classe di Essse”, un edificio progettato ad hoc destinato agli operatori che vogliono imparare la professione o perfezionarsi.

“Dodici anni fa, quando abbiamo aperto la scuola, eravamo io e le macchine del caffè”. Oggi è tutto cambiato: “Abbiamo un calendario importante, e per fare una formazione di qualità non si può ragionare in grandi numeri”.

Ma dove siamo? Vi sveliamo tutto. Doppio appuntamento, sabato 18 marzo, con A lezione di caffè con Vito, organizzato dal Gelato Museum Carpigiani.Un workshop con degustazione sul mondo del caffè & laboratorio didattico per bambini. Teoria, storia e metodi di degustazione del chicco nero, quattro modi diversi per mangiare un ottimo gelato insieme ad uno squisito caffè d’autore. E se “il mondo del bar è vita, storia, fascino”, ci dedichiamo in particolar modo all’espresso, “uno dei modi di bere il caffè”. Se ne potrebbe parlare per ore: le origini del caffè, la coltivazione, la pianta e la raccolta delle bacche, la lavorazione, le differenze tra Arabica e Robusta. Un mondo in cui oggi lavorano 25 milioni di famiglie, 60 milioni di persone, 5 milioni di produttori.

Teoria sì, ma anche pratica nella Gelateria Carpigiani. Perché “è importante formare dei buoni consumatori per far lavorare meglio i professionisti”. Il caffè è un piacere, ammettiamolo, ed è fondamentale saperne sempre di più.

Le proprietà, la caffeina, l’aspetto visivo, olfattivo e gustativo. Ne siamo completamente rapiti. Scopriamo ad esempio che il caffè in polvere invecchia più velocemente di quello in grani. Occorrerebbe dunque che, in ogni bar, non sia stato macinato da più di 30 minuti.

Con 7 grammi di caffè, si ha un espresso certificato. La tazzina perfetta va riempita in 25 secondi, pena un caffè slavato o bruciato. Orrore. Un ottimo espresso deve lasciarmi un sapore gradevole che il consumatore possa ritrovare anche dopo 40-50 minuti, a meno che non si assaggi altro. La discesa del caffè deve assomigliare ad una “coda di topo” e il colore deve essere sul bruno-rossastro, a volte con ‘tigrature’ più scure. Fateci caso.

Come riconoscere un prodotto di qualità? Dall’aroma, la cremosità e il tempo di estrazione.
C’è anche il tempo per fare un excursus sul cappuccino, l’uso dell’attrezzatura – la lancia del vapore e il bricco in acciaio – le sue decorazioni, come ottenere la crema perfetta, versarla in tazza e servire il tutto. È tempo di saluti, ma non prima di aver parlato dell’incontro con il ghiaccio: il freddo espresso e il freddo cappuccino. La bella stagione, d’altronde, è ormai qui..

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Valeria Scotti

Valeria Scotti

Giornalista, dal 2006 ho collaborato con i principali network di informazione in Italia. Mi occupo inoltre di revisione di testi ed organizzazione di eventi. Negli ultimi anni ho approfondito la comunicazione legata al settore Food.

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